Franco Paolucci – Verità e Menzogna
Compiango l’incapacità di essere felici in chi ha un’assenza innata della gentilezza, considerandola il prodotto più alto della finzione.
Compiango l’incapacità di essere felici in chi ha un’assenza innata della gentilezza, considerandola il prodotto più alto della finzione.
Le cose sono perché noi le vediamo, e quel che vediamo, e come lo vediamo, dipende dalle arti che ci hanno influenzati. Guardare una cosa è molto diverso dal vederla. Non si vede niente se non si è vista la bellezza. Allora, e solo allora, essa comincia ad esistere. Così, al momento attuale la gente vede delle nebbie non perché vi siano delle nebbie, ma perché poeti e pittori le hanno insegnato la misteriosa grazia di tali effetti.
Sbagliando s’impara a sbagliare.
C’è chi si affida alle verità rivelate perché ne è assolutamente certo e chi si sente talmente sperduto da desiderare di credervi, in ogni caso gli effetti saranno gli stessi perché la mente non sa distinguere tra ciò che è pura verità o mera convinzione.
Le parole sono in grado di avvicinare per ciò che esprimono, ma possono pure allontanare per quello che omettono.
Ci sono due punti: c’è un bene nel male, e un male nel bene… tu trova la verità.
Il bugiardo è un artista che colora la sua vita di menzogne, ma non ha capito che i colori prima o poi sbiadiscono e quello che gli resta è uno squallido foglio bianco contornato di altrettanti fasulli ricordi!