Laura Pozzi – Frasi d’Amore
Ora che ti ho trovato posso donarti il mio cuore. Mi spiace, è tutto malandato, quindi avrai un bel po’ di lavoro da fare… Sei contento? Io molto…
Ora che ti ho trovato posso donarti il mio cuore. Mi spiace, è tutto malandato, quindi avrai un bel po’ di lavoro da fare… Sei contento? Io molto…
Lascia strappi questo mio inutile cuore. E non piangere dicendomi che così perderò la parte più importante di me. In questo mondo, nessuno dà valore ai sentimenti. E c’è solo tristezza in me. Voglio separarmi da questo cuore, diventato un fardello troppo pesante da sopportare. Asciugo le tue lacrime e ti chiedo di non versarne altre per me. Voglio essere una bambola. Non proverò più amore, né dolore. E verrò messa tra le altre bambole, uguale seppur diversa. Con solo un corpo da amare.
Vorrei che ti prendessi cura di lei, Dio. Lei che non vuole più saperne di me. Vorrei solo che avesse qualcuno accanto che la sostenesse nel suo cammino. Vorrei seguirla io, anche da lontano, ma non ho alcun diritto di farlo e non ho nessun altro di cui possa fidarmi. Quindi rimango nascosto e lo chiedo a te. Sì, ci sono cose più importanti a cui dovresti pensare, ma non è colpa mia. È colpa tua, Dio, perché sei tu che hai insegnato a noi uomini cosa significhi “Amare”.
Salmastre illusioni portate dal mare si posano sulla pelle ed il cuore sussulta…Nascono amori evanescenti che per un attimo accendono la passione, poi, sfumano come il sole al tramonto.
Vorrei che tu ti fidassi di me. Vorrei conoscere le tue angosce e le tue paure, così da poterti consolare. Vorrei sapere i tuoi desideri, i tuoi sogni, le tue aspirazioni ed aiutarti a realizzarli. E, quando sarai triste e piangerai, vorrei asciugare le tue lacrime e farti sorridere. Mentre, quando sarai abbattuto, io ti mostrerò che c’è sempre qualcosa di bello per cui alzarsi la mattina e ringraziare di essere al mondo. Ma, più di ogni altra cosa, vorrei capirti come sai fare tu.
C’è stato un tempo in cui eri la mia piccola dolce droga. Dipendevo così tanto da te che avevo dimenticato tutto il resto. Tu eri il mio mondo e non mi importava di niente altro. Ora rido ripensando a quei momenti così dolci e folli. Ora, non sei più la mia piccola dolce droga. Ora, non vivo più nel ricordo. E sono felice pensando che sarai la droga di qualcun altro. E sorrido pensando che troverò un’altra piccola dolce droga anche se, in fondo al cuore, credo di averla già trovata…
Voltandomi alle spalle, non vedo che parole e gesti che non sono mai stati capiti per il loro vero significato. Che senso ha avuto tutto questo? Dentro di me, c’è spazio solo per delusione e amarezza. E anche una punta di rabbia. Cosa volevi da me? Poteva essere una grande amicizia, ma non hai voluto. Con estrema naturalezza, ti sei avvicinato a me un po’ come se ci fossi sempre stato. E ora cosa rimane? Non sta piovendo. Allora perché mai sento tante piccole gocce accarezzare il mio viso?
Nella mia mente, continuo a rivivere quei dolci attimi che non ci saranno più. E continuo a domandarmi “perché”. Lo sapevi…Chiedermi cosa cercavi in me.Vedere il tuo sguardo triste ed impaurito.Le tue parole che mi rimbombano nella testa.Sentire il cuore a pezzi dentro il petto.Disperazione per un mio sorriso.Provare disgusto per me stessa e per il mio egoismo.Rifiutarmi di reagire.Non voler più fidarmi di nessuno…
Ci sono giorni in cui non riesco ad opporre resistenza ai miei pensieri, all’improvviso mi ritrovo costretta a vagare tra essi, nella mia mente formano strade contorte, è difficile percorrerle, ma ancora più difficile è non inciampare nel pensiero di te, provo a cambiare pensiero, a cambiare quindi strada, ma ti ritrovo sempre lì davanti a me, davanti a me, ed io!? Ed io che t’imploro, ti supplico di non guardarmi con quegli occhi, con quello sguardo…
Camminavamo lungo la strada affollata, ma sembrava quasi d’esser da soli, tu parlavi, mi raccontavi un po’ di te, io camminavo e cercavo di non pensare d’esser li, proprio con te, avevo fretta, di tanto in tanto i miei occhi rubavano di nascosto il tuo volto, il tuo sorriso, i tuoi occhi, ma camminavo, avevo fretta, fretta di andarmene via da quella strada affollata, dove sembrava troppo, d’esser soli…
Chi mai inventò, la parola per sempre!? Quale fu il reale significato d’essa in questa vita dove nulla è per sempre… Allora, per sempre è una bugia creata per farci illudere che vi sia qualche cosa in questa misera vita che possa perdurare sconfiggendo la corruzione del tempo, dando un senso alle nostre promesse!? Amore mio non promettermi mai che sarà per sempre, mentiresti…
Ricordo che una sera passeggiando sul lungo mare, scorsi una coppia di vecchietti scambiarsi un tenero abbraccio, all’improvviso si fermò il vento, voltandomi vidi i tuoi occhi e una lacrima mi rigò il viso, in quel momento capii, si, capii che un giorno saremmo stati noi quei due vecchietti abbracciati in riva al mare…
Un giorno mi dicesti che il tuo vivere era solo per me, ma ho capito adesso, che questo è un fardello troppo pesante da portare sulle mie spalle… Il tuo mondo, la tua vita, sono cose che non possono dipendere da me… Ho capito adesso, che la risposta più giusta da darti è solo questa: «Vivi per te, ma fallo insieme a me»…
Questa sera c’è un forte vento, porta via con se un po’di polvere che prima giaceva sul mio cuore, un piccolo cuore si riscopre, è solcato da ferite profonde come valli, ciascuna con un nome e una data precisa… Ma c’è una di queste valli, forse la più profonda, sulla quale la polvere non si è mai posata, è sempre rimasta aperta, viva, è sempre rimasta qui al contrario di chi me la procurò, lo sai!? Le ho dato il tuo nome.
Come un ladro rubasti il mio cuore, di nascosto, quando ti chiesi di restituirmelo, mi dicesti che con te sarebbe stato al sicuro, protetto dalle insidie del mondo… adesso perché, perché me lo restituisci fatto a pezzi, come una rovina dopo chissà quale guerra…
Sono qui rinchiusa nel silenzio del mio cuore, ho paura sto camminando in un deserto buio, sto cercando con tanta fatica ma non riesco a trovare la mia oasi di libertà. Ho paura di innamorarmi di te, io non merito però questo dono stupendo. Ho paura che sarà solo un dolore tremendo, ma lui non merita una persona come me, e mentre scrivo di questo mio dolore il mio cuore urla, grida dicendo o Signore nn portarmi via il mio angelo perché ne morirei, no allontanalo da me, no non portarmelo via, no non ne posso più, non so che fare che dire, che chiederti, che confusione c’è dentro di me io sono fragile io mi sento sola in quest’oceano d’insicurezza e paura.
Di notte seduta nel letto, seguo con le dita i lineamenti del tuo volto, un viaggio sulla tua pelle di nascosto mentre stai dormendo, in silenzio contemplo la tua dolcezza e sorrido, mi rannicchio accanto a te per non avere più freddo… Al mattino apro gli occhi e mi accorgo che adesso sei tu a sorridere mentre guardi me…