Cesare Fischetti – Frasi d’Amore
Vivrò fino a quando potrò assaporare le tue lacrime.
Vivrò fino a quando potrò assaporare le tue lacrime.
Ho cercato la mia vita per anni, e l’ho trovata adesso in te.
Sospirò e guardò fuori. Poi si rivolse di nuovo verso di me.”Ci vediamo domani?” Chiese all’improvviso.Già che mi trovavo sulla via per l’inferno, tanto vale godermi il viaggio.”Sì – anche io devo consegnare un saggio.” Le sorrisi, e mi sentii bene nel farlo. “Ti tengo il posto, a pranzo.”Il suo cuore vibrò; mentre il mio, morto, si scaldò.
Quella rosa mi ha dato e mi dà tante soddisfazioni: girando per il mondo, per l’Italia, ho trovato che tanti locali, bar, ristoranti si chiamavano “Rosa Blu” e ho quasi la certezza che quella rosa dai petali blu, un ibrido creato artificialmente, sia nata per la mia canzone, che tra l’altro era semplice, sia nel testo che nella musica.
Non è assolutamente vera la consueta bugia che ci ripetiamo troppo spesso e cioè che i complimenti della gente non servono o non ci interessano o tanto meno ci condizionano. Consciamente o involontariamente ci permettono di “inchinarci a testa alta” e guardare sempre più sicuri negli occhi l’Amore.
La solitudine è una brutta bestia, trasforma l’amore che conservi nel cuore in rabbia, che ti rode dentro, come ruggine, l’anima, e ti trasforma in un mostro, senza fartelo sapere: e quante volte ti sei svegliato mostro senza saperlo, il desiderio mutato in rancore, l’effetto in risentimento… e voglia di spaccare tutto.
L’Amore: la droga più… “cara” del mondo.
So essere pompiere per spegnere incendi, piromane per accendere cuori.
Giochi di sguardi, sorrisi tristi, emozioni che ci lasciano col fiato sospeso. Sospesi a metà tra l’inferno e il paradiso, io e te, amanti che muoiono nello stesso sospiro. Io e te, da soli in un mondo triste e vuoto, da quando il nostro amore non percorre più queste strade solitarie, da quando i nostri destini hanno sciolto il loro abbraccio. Il mondo è un posto un po’ più triste. Il mondo è un posto un po’ più buio.
Tè, mi ricordi colei che ho sempre sognato di conoscere.
Tra mente e cuore il tuo pensiero vaga,a poco a poco,s’avvicina e s’allontana,vorrei tenerlo con me per semprema non mi fido perché risulterebbe agli altri troppo evidente.
Io senza te: niente!
Anche la fibra più dura si scioglie al fuoco dell’amore.
Immaginai la libertà totale nella caduta… Immaginai la voce di Edward nelle orecchie: furiosa, vellutata, perfetta… Il bruciore nel mio petto si accese in uno scatto di agonia.
Quel mattino avevo davvero sperato di poter sentire Edward. E ormai pareva l’unica cosa in grado di rendermi sopportabile il resto della giornata.
L’acqua scura non era affatto invitante e da quella posizione la scogliera sembrava più alta che mai. Però erano passati giorni dall’ultima volta che avevo sentito la voce di Edward. Anche quello era un problema: dipendevo dal suono delle mie illusioni. Più latitavano, peggio andava. Tuffarmi dallo scoglio era senz’altro un ottimo rimedio.
Solo un luogo aveva quel requisito. Un luogo che sarebbe appartenuto sempre e soltanto a lui, e a nessun’altro. Un posto magico, pieno di luce. La bella radura che avevo visto una volta sola in vita mia, illuminata dal sole e dalla sua pelle sfavillante. L’idea poteva avere conseguenze negative: troppo rischio e troppo dolore. Sentivo una fitta e un vuoto dentro al solo pensiero! Era difficile non tradire emozioni. Ma di sicuro, là, come in nessun altro luogo, sarei riuscita a sentire la sua voce.