Giulio Federico – Frasi d’Amore
L’amore mette le ali, la ragione le brucia.
L’amore mette le ali, la ragione le brucia.
Mai dire grazie ad un gesto d’amore, è come offenderlo.
Ho amato qualcuno che non era neanche mio.
Mi guardava con quei bei occhi da essere innamorato, poi ho realizzato che mi guardava in quel modo esattamente come alle altre.
Farsi discorsi da dire alla perdona amata dentro la doccia o sulla tavoletta del water è inutile, ti cercherà e tu lascerai perdere tutto quello che ti eri preparata facendo finta di nulla.
E si amavano, si amavano davvero tanto. Tanto che non riuscivano a dirselo.
Ci sono periodi senza fine, parentesi che rimarranno aperte, punti che non potrai mai mettere, e il soggetto, che sarà sempre lo stesso.
L’amore puo renderti vulnerabile e insicuro ma sicuramente ti fa sentire vivo!
Non puoi chiudere in una fotografia ciò che percepisci guardando. Non puoi chiudere in un’altra persona l’amore che hai dentro!
Tu sei quella parte di me che ho paura di essere.
Sanguiniamo entrambi dalla stessa ferita di un cuore di due posti diversi.
Non c’è sentimento più nobile di quello sussurrato, che non attende risposte, ma gioisce solo per il fatto di esistere.
Per conquistare il cuore e la fiducia di una persona, non serve avere o fare chissà quali grandi cose. Basta solo che tu sappia prenderla con i modi giusti, con gesti semplici e con parole sincere.
Ci si sceglie già dal primo istante.
Utilizzare i sensi:Guardare ti farà innamorareAscoltare ti farà sognareParlare ti farà amare.
In amore avrà sempre un risultato deludente chi segue la regola del “piuttosto che niente”.
Sei stato condizione, progetto, karma, chiave, coltello, inganno, colpa, perdono, angelo, demone, segreto, mistero, fuga, disincanto, asfissia. Mi sento reduce da una guerra combattuta tra la trincea ed il fronte. Ho la faccia sporca, le mani sporche, il cuore sporco. Ho offerto la pelle e la dignità per salvare il nostro amore. Ora cammino sotto il segno della resa; avanzo nella vita tra i “nonostante tutto”, “anche se”, “è andata così”, “mi manchi”, “ti aspetterò”. La fine di ogni cosa è sinonimo di bilanci e noi siamo rimasti sospesi su due piatti diversi, disgiunti da un corpo di ferro e freddo. Ho una cicatrice sulla testa ed una medaglia sul petto. Ritorno a casa con uno scalpo, con la mia marcia lenta, col peso della perdita. Ho dismesso la mimetica, mi orno di pizzi e merletti, seta ed un pugnale dietro alla schiena. Racconto delle mie gesta, abbozzo un sorriso e mi rimetto in gioco, ma tutto sembra un abuso quando si è stati colpiti in questa guerra chiamata amore. Mi calmo col mio perdono sulle note di Einaudi.