Andrea Cacciavillani – Frasi d’Amore
L’amore è un foglio in bianco, scrivilo, graffialo, disegnalo ma non firmarlo se non c’è traccia di te.
L’amore è un foglio in bianco, scrivilo, graffialo, disegnalo ma non firmarlo se non c’è traccia di te.
Perché cercare le parole quando i nostri sguardi dicono tutto!
Con le stelle disegnerò il tuo volto, con la luna lo illuminerò, così per sempre dall’altra parte del mondo, guardando il cielo ti vedrò.
Io l’ho giurato, a me stessa. Se rincontro, chi non ha parlato chiaro con me, anche se sono passati anni, anche se non provo più nulla, a chi il giorno prima mi ha baciato e il giorno dopo si è dato per disperso, chi ha preferito mandarmi un messaggio, a chi mi ha detto “avevo paura di dirtelo in faccia”, per lasciarmi, se rincontro uno di questi elementi, anche se non mi dovessero riconoscere, ma di quello dubito, io non farò mai quella scenetta del: – Ciao! Ma da quanto, come va? – Oh ciao! E passato un sacco di tempo. L’unica scenetta che farò è quella di qualcuno mi dovrà portare via a forza per non rovinare il volto ad una di queste persone.
C’era un tempo, dove l’amore era la più bella rima del cuore.
Il bisogno d’amore è come la fame. Quando sei a digiuno da un pezzo, finisci per mangiare quello che capita.
Tutto passa: il tempo che scorre, il quotidiano che scivola, la solitudine che scava in possesso sulle tempie, la cavità di quei traguardi dove le attese come se rimassero sospesi prima ancora accadessero. Tutto passa, tranne a quei momenti forti, che hanno lasciato solchi. Sembrano dimenticati, ma basta poco e si appaiano nel nostro ricordo, c’è differenza fra non ricordare e dimenticare. Non puoi dimenticare, solo può smettere di pensarci.
Nessuno prende il nostro cuore, siamo noi che glielo diamo.
I veri amori sono in via d’estinzione come le persone sincere. Non sorprendetevi di questo perché se manca la sincerità è anche “normale” che l’amore “scarseggi”.
L’uomo ispirato dall’arte e dall’amore non appartiene più a sé stesso ma alla bellezza dell’universo.
Il mio cuore come una stazione del metrò: perfetti sconosciuti che vanno e vengono senza nemmeno un saluto.
L’amore spera. Sempre.
Era dannatamente sentimento quando facevo l’amore con te, era amore quando ti guardavo, era amore quando ti parlavo. Eri maledettamente tutto per me.
Erano lì, l’una al fianco dell’altro, in cima alla Collina dei Desideri. Dinanzi a loro la sconfinata Vallata delle Emozioni. “Vedi?”, disse la ragione al cuore, “Tutto questo un giorno sarà tuo”.
Il cuore umano rimane il catacomba più grande: muoiono amori, l’amicizie, l’incontri e le nostre contraddizioni, e a volte i nostri ricordi diventano lussuria di quelle trappole di notti solitari, in cui le onde si infrangono, lascino umidità, ma anche scolpiscono e acquerellano nuovi architetture nella nostra cattedrale dell’anima.
E poi pensi a lui, a ciò che è, a ciò che fa quando sta con te, ed è semplicemente bellissimo da non riuscire nemmeno a descriverlo.
Siamo così stupidi che a volte speriamo in qualcosa che non c’è. È come puntare testa in una moneta, non sapendo che quella moneta ha tutte due le parti croce.