Friedrich Wilhelm Nietzsche – Vita
Se vivo ancora forse è perché ne sono stato capace.
Se vivo ancora forse è perché ne sono stato capace.
Ci si prende sempre tempo e si dimentica che il tempo non ci appartiene siamo noi a esserci dentro.
Mio caro, dolce Papà, mi hai insegnato a lavorare sodo e onestamente per vivere in modo dignitoso e pienamente consapevole del mio valore di cittadina.L’unica cosa che non mi hai detto è che di lavoro si può anche morire.Il nero della morte troppo spesso si tinge di bianco e in quest’assenza di colore ti ho perso per sempre.
Siamo al mondo non per incentivare il dolore, ma per incrementare e sostenere l’amore.
I migliori (moralmente) sono insieme i peggiori della città; è loro destino essere umiliati e offesi.
Poi vennero le parole e ci resero schiavi, l’obbligo di una risposta per potersi difendere.
Tutti a dire: prima di correre impara a camminare. Io non voglio camminare, io voglio correre fino a non avere più fiato, io voglio cadere e farmi male, perché le ferite ti aiutano a crescere e ti fortificano. Io voglio essere in grado di curare da sola le mie ferite, mi sentirei più indipendente e capace. È bello trovare sempre una mano tesa pronta ad aiutarti, ma è giusto che ci si abitui anche a non trovarla ogni tanto. Potrei correre il rischio di non riuscire più ad alzarmi e andare avanti, se un giorno quella mano venisse a mancarmi.