Gabriele Ceci – Destino
Il Destino è scritto in Braille sulla superficie del sole.
Il Destino è scritto in Braille sulla superficie del sole.
Ciò che si guadagna in modo scorretto, si perde in fretta.
Dobbiamo incamminarci lungo le strade della dolcezza se vogliamo l’amore come nostro destino.
Anche nei vestiti di luce, o di anima, nel male che prevarica il bene, c’è sempre una lieve sensazione di perdizione. È l’idea e la sua vaghezza che terrorizzano, sempre di più ci si solleva contro chi si vuole diventare per mutare la natura e salvarsi convincendosi tuttavia che si è il bene attaccato per scusare il proprio male, anzi dando la colpa al bene se si è malvagi. L’unico potere che difende da Dio sono le leggi matematiche, semplicemente perché è davvero convinto di esserne superiore ed essere diventato immortale. Ha condannato se stesso e la creazione al nulla o all’inferno, o a tutti e due insieme. Non dia la colpa a me se la verità lo fa andare in bestia. Gli assicuro che potrebbe essere peggio, deve solo darmi un motivo.
Mi merito un arcobaleno dopo tuta la pioggia che ho preso.
Ma, è il destino, o la vita che è crudele? Prima dà e poi toglie!
Siamo stati creati per lasciare comunque un “segno”. Proviamoci… rischiamo.