Gabriele Ceci – Libri
Incominciai con il leggere libri e mi ritrovai a saper leggere il mondo.
Incominciai con il leggere libri e mi ritrovai a saper leggere il mondo.
Elena sentì le labbra di stefan toccare le sue.E… fu tutto semplicissimo. Tutte le domande ricevettero risposta, tutte le paure trovarono pace, tutti i dubbi svanirono. Ciò che provava non era semplicemente passione, ma una tenerezza dolente ee un amore così forte che la scuotevano dentro. Sarebbe stato spaventoso nella sua intensità, se non fosse che quando era con lui non poteva avere paura di niente.Era tornata a casa.
Se è un peccato essere avido di onore, allora sarò l’anima più peccatrice di questo mondo
Iniziò a perdere sensibilità alle dita. Si tolse un guanto, ci soffiò dentro e poi ci rimise lil pungo chiuso per scaldarsi. Lo fece anche con l’altra mano. Ripetè quel gesto ridicolo due o tre volte.Sono le estremità che ti fregano, diceva sempre suo padre. Dita dei piedi e delle mani, naso, orecchie. Il cuore fa di tutto per tenersi il sangue per sé e lascia congelare il resto.
Fuoco e mare, acqua e terra, vostra figlia qui s’afferma.Luce di sole, buio di luna, che lei incontri la vostra fortuna.Sfide, prove e giuramenti, che nel circolo lei ora entri.Carne e ossa, sangue e potenza, una di noi adesso Cassie diventa.
Fredda la mani e il cuore e le ossa.Freddo anche il sonno è nella fossa:Mai vi sarà risveglio sul letto di pietra,Mai prima che muoia il Sole e la Luna tetra.Nel vento nero le stelle anch’esse moriranno,Ed essi qui sull’oro ancora giaceranno,Finché l’oscuro signore non alzerà la manoSulla terra avvizzita e sul mare inumano.
Il mio tremore si fermò all’improvviso e fui invaso da un calore più intenso, nuovo. Che non bruciava.Splendeva.Tutto si sciolse dentro di me e rimasi immobile davanti al visetto di porcellana della bambina, metà vampira, metà umana.Tutti i lacci che mi stringevano alla vita, si spezzarono in un attimo, come lo spago di un grappolo di palloncini. Tutto ciò che mi rendeva ciò che ero – l’amore per la ragazza morta al piano di sopra, l’amore per mio padre, la fedeltà al mio nuovo branco, affetto per gli altri miei Fratelli, l’odio per i miei nemici, per la mia casa, per il mio nome, per me stesso – si staccò da me in quell’istante – zac, zac, zac – e fluttuò nello spazio.Ma non andai alla deriva – un nuovo laccio mi tratteneva dov’ero. Non uno: un milione. Non di corda, ma d’acciaio. Un milione di cavi d’acciaio che mi legavano a una cosa sola; al centro esatto dell’universo.Finalmente capii che l’universo ruotava attorno a quel punto. Non avevo mai colto la simmetria dell’universo, che adesso mi era chiara.Non era più la forza di gravità a imbrigliarmi.