Gabriele D’Annunzio – Ricchezza & Povertà
Io ho quel che ho donato.
Io ho quel che ho donato.
I soldi non ti danno la felicità, ma senza quelli sei infelice…
Una modesta proposta per evitare che i bambini dei poveri diventino un peso per i genitori e il paese e per renderli utili al pubblico.Un americano molto ben informato mi assicura che un bambino di un anno, in buona salute e bene allevato, è un cibo delizioso, nutriente e sano, sia cotto in stufato, arrostito, in forno, bollito e non dubito che riuscirebbe ugualmente bene in fricassea.
Può dirsi ricco solo l’uomo che si accontenta di quello che ha.
Per qualcuno la brama di potere è inversamente proporzionale alla brama di migliorare se stesso.
Ci sono povertà interiori che nessuna ricchezza terrena potrà compensare. Il mondo è pieno di uomini col portafoglio gonfio e l’animo indigente.
Io trovo che vivere nel lusso sia tremendamente noioso, la vita va riempita di sapore di terra, di profumo di fiori selvatici, di attività all’aperto, di giornate spettinate, magari anche un poco faticose. Ma forse vivere il lusso infondo significa questo, e nemmeno ce ne accorgiamo.