Gabriele Rolla – Frasi Sagge
La voce di chi critica è quella che l’ego offeso e arrabbiato offre meschinamente all’invidia.
La voce di chi critica è quella che l’ego offeso e arrabbiato offre meschinamente all’invidia.
Un uomo sano di mente è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore.
Per essere una persona totale bisogna essere pura.Tutti commettono errori, forse commettere errori è inevitabile soprattutto da giovani.Qui si intende purezza nel senso di avere una vera comprensione dove non c’è più il ripetersi di ciò che è stupido.Questa rivoluzione che prende tutte le cellule del proprio corpo deve avvenire senza sforzo.Questo amore arriva quando tu non te l’aspetti.Non rimanere attaccato a ciò che è falso, non aggrapparti all’attaccamento o a ciò che pensi sia la cosa migliore per te.Non hai più bisogno della volontà o di cose da ignorante spirituale.Non hai più bisogno dell’invidia che ti attanaglia.Non avere paura, sei chiuso in un cerchio e non riesci più ad uscirne? Sei drogato della tua stessa ignoranza vero?Non portare più quella cosa chiamata superficialità, fai solo brutta figura davanti te stesso e la verità.La felicità e lo stare bene possono arrivare solo dalla verità.Si possono seguire tutti i salvatori, i guru, i sogni, le idee, la scienza e i metodi ma la verità è qualcosa che va oltre.Il tuo passato è morto adesso.La mia è una legge e non esistono altre leggi.Ora c’è l’ignoto.
Non c’è nulla di più bello di una chiave, finché non si sa che cosa apre.
Più cose andranno male e più cose nell’avvenire saranno belle. Impariamo ad apprezzare le piccole cose della vita: anche il più piccolo sorriso, una sola carezza, una parola può rallegrare la vita di una persona… e la felicità è la cosa più preziosa a cui possiamo aspirare a questo mondo.
Chi è sprovvisto d’ironia ha un’arma in meno per combattere la quotidianità.
Mi piacerebbe andare a Parigi, – diceva, – e vivere alla giornata, di miseria e di utopie; già io non concluderò mai nulla nella vita.- No, – interveniva Antero, – tu sei scusabile se parli così, ma io credo che vivere sia compiere un dovere.- Ma quale, quale dovere? – ribatteva vivacemente Pasini.- Non importa se io non so preciso quale sia questo dovere, – rispondeva Antero, – basta che io senta, come ho sentito veramente molte volte in quel mese in cui ho potuto riflettere con tanta calma, che noi siamo quaggiù per lavorare e per soffrire.