Gaetano Lo Presti – Filosofia
Per molti accusare di demagogia, populismo e polemismo è l’unica arma per proteggersi dal ragionare sulla verità delle cose.
Per molti accusare di demagogia, populismo e polemismo è l’unica arma per proteggersi dal ragionare sulla verità delle cose.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
La vera libertà, non è altro che prendere possesso di noi stessi.
Dietro ogni maschera c’è il suo opposto.
La percezione delle cose è del tutto superflua. Trovi quello che desideri semplicemente davanti ai tuoi occhi. Ti basta aprirli.
I nuovi peccati: vantarsi del male commesso e dei propri peccati.
Nessuna cultura può vivere se cerca di essere esclusiva.