Gaetano Toffali – Arte
Ahimè che di arte ne ho solo una parte.Invidio con gioia chi ne ha più di me.
Ahimè che di arte ne ho solo una parte.Invidio con gioia chi ne ha più di me.
Scrive è per chi scrive una meravigliosa condanna, una prigione di libertà a cui si farà per sempre ritorno, alternandola alla vita vissuta e a quella subita.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
Gli specchi usualmente riflettono. Ma a volte ti fanno riflettere.
La bellezza di un’opera d’arte la si misura con i sentimenti che ti da.
Ad un esame del sangue gli trovarono una vena creativa… incurabile!
L’arte si veste di regalità quando indossa i colori dell’anima e della natura.