Gaetano Toffali – Arte
Ahimè che di arte ne ho solo una parte.Invidio con gioia chi ne ha più di me.
Ahimè che di arte ne ho solo una parte.Invidio con gioia chi ne ha più di me.
Il nero è un’entità, una presenza significante.Il nero non è anticolore, è colore morale.Il nero è anche protesta, come il bianco ha valore di pace.Nato dalle terre, dalle ocre gialle, rosse, brune dei primi anni, negli anni’40, dai grigi nelle loro infinite cadenze (degli anni’50), dai bianchi crudi e secchi, io ho trovato nel nero un punto di appoggio. Mi pare un riconoscimento essere stato considerato un pittore del nero. Anzi, un privilegio.Anche se, quando i neri di Hartung o di Kline non erano consueti, si veniva considerati “troppo tristi e severi”. Il nero è il piacere di non essere di moda. E il dolore di leggere uno sguardo severo negli occhi di chi guarda.
L’arte, ricordalo, è sempre una grande afflizione…
L’arte non risiede nel riportare sulla tela o su un foglio ciò che vediamo e viviamo, semmai consiste nel saper reinterpretare la realtà mescolata a due gocce di noi stessi.
L’arte è quella meraviglia che si stupisce di se stessa mentre si crea.
Allora perché raccontarlo? Vi rendete conto che tutto ciò non ha nessun interesse? Dovete capire che vi sono due mondi: quello che è senza che se ne parli, e lo si chiama mondo reale, perché non si ha nessun bisogno di parlarne per vederlo. L’altro è il mondo dell’arte, e di questo bisogna parlarne, perché altrimenti non esisterebbe.
Si dipinge col cerviello et non con le mani.(Si dipinge col cervello e non con le mani.)