Galileo Galilei – Sogno
Quello che noi ci immaginiamo bisogna che sia o una delle cose già vedute, o un composto di cose o di parti delle cose altra volta vedute.
Quello che noi ci immaginiamo bisogna che sia o una delle cose già vedute, o un composto di cose o di parti delle cose altra volta vedute.
Non ho mai parlato dei miei sogni più profondi, mi sono sempre limitata a custodirli, e quando è arrivato il momento a inseguirli.
Ti ho chiuso la porta ma continui a bussare spettinando i miei sogni.
A volte sognamo cose impensabili, ma il futuro ce lo costruiamo con le nostre mani, quindi non è che serva a molto rifugiarsi nei sogni.
Questa intera creazione é essenzialmente soggettiva, e il sogno é il teatro dove il sognatore é allo stesso tempo sia la scena, l’attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l’autore, il pubblico e il critico.
Io ho disteso i miei sogni sotto ai tuoi piedi. Cammina dolcemente, perché tu cammini sui miei sogni.
Ci attacchiamo ai sogni per ciò che vorremmo vivere nella realtà ma resteranno sempre e comunque sogni, e prima o poi ci sveglieremo con l’amaro in bocca per non poterli realizzare ma, grazie ai sogni possiamo viaggiare nella fantasia e smorzare quei momenti di tristezza che ci inondano il giorno e la notte, non smettiamo mai di sognare.