Gerardo Migliaccio – Vita
Ho fame. Vegetali o carni fa lo stesso, devo poter sopravvivere.
Ho fame. Vegetali o carni fa lo stesso, devo poter sopravvivere.
Il mio sguardo nuovo, su di bianche nuvole, ancora volto su terre non mie. Pesante fardello reca il mio cuore, groppa provata da generosa soma conduce il mio essere a nuove prove, amaro è l’abbandono, non scevro del fiele del ritorno. Arduo è il pensiero che, non rinverdendo il cammino, su impervio e perituro sentier s’addentra.Dell’esser mio ho fatto merce, del valor, soldo, per un sorriso mi son fatto creta, per un bacio arrendevole acqua. Ancor vedo il librarsi del candido cencio e, già il verbo cambia melodia, il desio ancor resiste, forte, bramoso del pugno di natia terra a ricoprir il volto, ormai inane e vuoto, del soffio amoroso si lungo negato.
Non sarò mai nessuno… ma nessuno sarà mai come me!
Il tempo non concede prestiti, quindi vivi al meglio ogni istante. Ciò che conta non è mai la quantità, ma la qualità delle cose.
Ti allontani dalle persone quando quest’ultime non provano per te quello che tu provi per te stesso. Profondo rispetto.
Lei aveva lo sguardo fiero di chi non si era arreso. Di chi aveva lottato per ogni piccolezza nella sua vita. Di chi non aveva ricevuto ne sconti e ne regali. Ma, proprio per questo, non abbassava mai la testa, forte e consapevole del suo valore di donna.
Mi ha insegnato che quando abbracci una persona la devi stringere come se fosse l’unica persona al mondo a renderti felice.