Giacinto Cistola – Vita
La tragica beffa della vita è che capisci le regole del gioco quando ormai non è più tempo di giocare.
La tragica beffa della vita è che capisci le regole del gioco quando ormai non è più tempo di giocare.
Scrivere è la mia ancora di salvezza. Quando le parole si inceppano nei meandri della mia timidezza, quando una delusione si trasforma in rabbia, quando un torto subito non dà possibilità di replica, mi viene in aiuto la scrittura. Scrivo, scrivo, scrivoe la penna corre sui fogli come un tgv sui binari. Intanto la mia anima si libera di ogni fardello ed io, leggera come una piuma, mi beo della mia pace interiore.
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
L’offesa non è nelle parole, ma in come le si pronuncia.
La bufera può durare un attimo, ma è abbastanza per lasciarle distruggere una città intera. E nello stesso modo in cui è stata distrutta, verrà ricostruita, con mura più forti e più salde, pronte all’arrivo di una nuova tempesta.
In ginocchio al buioLì il mio corpo risiedeIl viso coperto dalle maniSento solo il respiroCome tamburo il battito del cuoreIl silenzio mi ricopre come un veloFitto e cupoavvolgente e schiaccianteSquarciato da un urlol’urlo della mia anima.
Se non sai nuotare bene fra le onde della vita, prima o poi andrai a fondo.