Giampiero Ferrante – Vita
Non ci accorgiamo molte volte che potrebbero essere le persone meno interessanti a trasformare la vita in qualcosa di interessante.
Non ci accorgiamo molte volte che potrebbero essere le persone meno interessanti a trasformare la vita in qualcosa di interessante.
Ho deciso di lasciar vivere agli infami la loro pessima vita, a patto che lascino in pace la mia.
Per un attimo, solo un attimo, dimentica tutto e vivi il tuo voglio, come lo vuoi, non come lo vogliono!
La vita non ha senso a priori.Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso,e il valore non è altro che il senso che sceglierete.
Solo in una cosa la vecchiaia è migliore della gioventù: dura di meno.
A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.
La causa principale del diffondersi dell’ignoranza di massa è il fatto che tutti sanno leggere e scrivere.