Giampiero Piovesan – Frasi Sagge
Non è perché tu non hai avuto che non devi dare.
Non è perché tu non hai avuto che non devi dare.
Al giorno d’oggi gli oggetti vengono sopravvalutati: riempiamo le nostre case di inutili cose che ci regalano una felicità effimera, quando basterebbe riempire il nostro cuore d’amore per essere felici in eterno.
Capita di ritrovarsi a piangere senza motivo. Come se, inconsapevoli, vivessimo un dramma interiore. Come se tutti i finti sorrisi che distribuiamo durante il giorno, si trovassero a fare i conti con la nostra fragilità. È qui che si incontrano le persone che non abbiamo più vicino, quelle che amiamo, quelle che non vorremmo e quelle che non conosciamo. È qui che non possiamo nasconderci. Perché io non so nascondermi, dietro il mio pianto. Mi capita di piangere, e di non voler esistere, mai più, per sempre, in mezzo ad altri. Ma sola, sola sì. Per non nascondermi dietro al mio pianto.
Abbiamo ascoltato milioni di voci; quelle dei veri amici, quelle dei falsi amici, quelle del buono e del cattivo, quelle di chi sta dalla mia parte e di chi mi da contro. Adesso ho imparato ad ascoltare solo me stessa!
La vita scorre sui binari di tanti bivi e fermate ma ha un solo capolinea chiamato fine.
Bisognerebbe guardarsi dentro, per comprendere il nostro essere fatto di limiti, ma anche di splendide qualità.C’è chi vede solo i propri limiti, non valorizzando se stesso.C’è chi vede solo i propri pregi, peccando di presunzione e di arroganza.C’è chi non vede nulla, e vive una vita nell’indifferenza.Colui che invece vede entrambi, riconoscendoli, allora riesce a raggiungere il giusto equilibrio che fa stare in pace con se stessi.
Perchè la vera Energia dell’Amore possa permeare la tua anima, deve trovarla come se fosse appena nata. Per quale motivo gli uomini sono infelici? Perchè vogliono imprigionare questa energia – e ciò è impossibile. Dimenticare la propria storia personale vuol dire mantenere questo canale pulito, lasciare che quell’energia si manifesti ogni giorno come desidera: significa accettare di essere guidati da essa…. e dopo un po’ di tempo, all disperazione, alla paura, alla solitudine, e a un tentativo di controllare l’incontrollabile. Secondo la tradizione della steppa, il cui nome è “Tengri”, per vivere pienamente bisogna essere in continuo movimento: solo così ogni giorno può essere diverso dall’altro. Passando per le città, i nomadi pensavano “Sono davveo poveri quelli che vivono qui: per loro è tutto uguale” Probabilmente i “cittadini” guardavano i nomadi e pensavano “Povera gente, non riesce ad a avere un posto dove vivere. “I nomadi non avevano passato, ma soltanto presente, perciò erano sempre felici – fino a quando i governanti comunisti gli intimarono di smettere di viaggiare e li obbligarono a stare in fattorie collettive. Da allora, a poco a poco a poco cominciarono a credere a quella storia che si reputava fosse la storia giusta. Oggi hanno perso tutta la loro forza.