Gianluca Conti Borbone – Religione
Mi ruppi le ginocchia a furia di pregare un Dio che non sapevo quale fosse e se davvero esistesse.
Mi ruppi le ginocchia a furia di pregare un Dio che non sapevo quale fosse e se davvero esistesse.
Credo in Gesù Cristo, ma non so se fosse figlio di Dio.
Perché il tuo amore è infinito, mai mi hai giudicata, mai mi hai abbandonata, e si che di occasioni te ne ho date tante! Sempre vicino, con “discrezione”, hai aspettato paziente il mio ritorno tendendomi la mano quando ero nel buio più profondo. Hai pianto con me stringendomi nel tuo abbraccio consolatorio. Per tutto questo, grazie mio Signore!
Un quadro in una chiesa è come una candela in una stanza buia, serve a vedere meglio. È il ponte tra noi e Dio. Ma non è una candela protestante o cattolica. È una candela e basta.
Ma si può parlare di falsa spiritualità ogni volta che lo psichico viene scambiato per lo spirituale.
Il Dio della croce è l’amore capace di soccombere alla morte, perché la morte soccomba all’amore.
Sii con Dio come l’uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare perché sà di avere le ali.