Gianluca Conti Borbone – Vita
La giovinezza è un limite che non è segnato sulla carta d’identità; la gioventù la cerchi e trovi dentro te. E poi devi avere la forza di preservarla dagli agenti esterni.
La giovinezza è un limite che non è segnato sulla carta d’identità; la gioventù la cerchi e trovi dentro te. E poi devi avere la forza di preservarla dagli agenti esterni.
Sarà sempre uno schiavo chi non sa vivere con poco.
Se oggi riusciamo a vedere più lontano dei nostri predecessori è soltanto perché siamo nani issati sulle spalle di giganti.
È così difficile essere diversi da come si è: giusti e obiettivi. Saggi e razionali. Quando le speranze si appropriano indebitamente di un cuore ormai debilitato dal silenzio e dalle sconfitte delle rese. Voli di sguardi nel cielo per incrociare una stella cadente, solo per rendere serena l’anima per convincerla che le cose importanti non siano andate perdute, ma solo nascoste al riparo dal tempo in quel luogo equivalente al paradiso che si chiama cuore. Aprire e donare il proprio cuore senza nulla chiedere è aver compreso il significato della vita; in questa realtà, che riflette inevitabilmente il fragile buio nella totalità indefinibile degli universi, che irrimediabilmente si celano nell’ignoto assoluto senza porne rimedio.
La vita mi insegna ad essere più duro di lei.
Sentire è una cosa ed ascoltare è un’altra!
A volte la cosa migliore che puoi fare è fermarti, restare immobile, ascoltare. Lasciare che il vento passi, che la pioggia cessi, che le ferite rimarginino. Prendere tempo. Respirare. Lasciar andare. Il corpo curerà le sue ferite diventando mappa dove la vita ha segnato le sue coordinate, memoria di ogni battaglia. L’anima riposerà, per un po’, fino a trovare la forza di rialzarsi, una volta ancora.