Gianluca Menegazzo – Guerra & Pace
Combatteremo, e continueremo a farlo, sani gagliardi e fieri.
Combatteremo, e continueremo a farlo, sani gagliardi e fieri.
Non pensare che io sia venuto a portare pace. Sono arrivato a portare la spada.
State in guardia dal Nuovo Ordine Mondiale e dal capitalismo perché ad entrambi serve una Grande Guerra e qualche milione di morti per risollevare le economie mondiali.
I vantaggi della guerra, se ce né qualcuno, sono solo per i potenti della nazione vincente. Gli svantaggi ricadono sulla povera gente.
Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un’idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Quella guerra la vincemmo con un cavallo di legno, immane, riempito di soldati. La vincemmo con l’inganno, non con la lotta a viso aperto, leale, cavalleresca. E questo a loro, ai giovani, non piacque mai. Ma io ero vecchio. Ulisse era vecchio. Noi sapevamo che vecchia era la lunga guerra che stavamo combattendo, e che un giorno l’avrebbe vinta chi sarebbe stato capace di combatterla in un modo nuovo.
Vorrei asciugare quella lacrima che osa bagnare il tuo viso con le mie labbra, cosi…
Il 50% dei pensieri negativi potrebbe divenire molto meno se a questo valore si aggiungesse consapevolezza positiva.