Gianni Dalia – Frasi d’Amore
Se mi vuoi lasciare, lasciami quando piove, così non si vedono le mie lacrime.
Se mi vuoi lasciare, lasciami quando piove, così non si vedono le mie lacrime.
Vorrei prendessi le mie mani e le stringessi forte nelle tue. Guardassi dentro gli occhi miei e sorridessi di fronte alla mia emozione. Vorrei che capissi che non è male che voglio farti, ma rendere i tuoi giorni migliori e mentre te lo spiego vorrei vederti sorridere, con l’aria di chi non capisce ma comprende. Comprende le mie paure, le mie debolezze. Comprende che è solo sicurezza e dolcezza che cerco. Vorrei alzare gli occhi al cielo, fermare le lacrime, i sogni infranti, le delusioni e il vuoto e accendere sorrisi, speranze, gioie e spensieratezza. Vorrei guidare i tuoi passi e rendermi conto che non serve stanno già proseguendo verso me, lenti ma decisi. Vorrei abbracciarti e sentire che unirsi in un corpo a corpo fatto di pelle contro pelle, anima su anima, respiro dentro respiro è ancora la cosa più bella che c’è. Vorrei che mi trovassi in questo angolo di mondo, in questo angolo dove mi sono nascosta così bene da occhi indiscreti che quasi nemmeno io riesco a trovarmi. Vorrei mi trovassi e realizzassi ogni sogno mio, ogni mia aspettativa. Ti aspetto.
Potrei dirti ti amo sapendo di amarti, ma non potrei mai darti “l’amore giusto”. Così ti amo tacendo.
Nell’amore infelice la poesia ha trovato da sempre l’oggetto del suo felice amore.
Sei la mia più grande delusione!Quasi mi vergogno dell’Amore che ho provato per te…La tua…
Chi ama va rispettato, esattamente come chi non vuol essere amato (da noi)!
Chiamiamo nostalgia quella sensazione indefinibile che ci porta a credere di sentire la mancanza di un luogo, una situazione o una persona. Che, comunque, non sono mai come noi li ricordiamo, immaginiamo, sogniamo a tutt’oggi. La lontananza tende a sbiadire i ricordi ma anche a migliorarli. Purtroppo. Facendoci correre il rischio di incorrere in cocenti delusioni nel caso ci si trovasse a viverli di nuovo. Nell’eventualità non ci resterà che fare mea culpa. Oppure prendercela con la nostra parte razionale, che avrà deciso di entrare in sciopero proprio in quel momento.