Gigliola Perin – Anima
Accarezzo ricordi, lunghe lettere di vorrei e sogni. Ora rivedo l’illusione dipinta su una vecchia scrivania compagna indelebile di ciò che fu e mai sarà.
Accarezzo ricordi, lunghe lettere di vorrei e sogni. Ora rivedo l’illusione dipinta su una vecchia scrivania compagna indelebile di ciò che fu e mai sarà.
Se ascolti la tua anima scoprirai l’essenza e la bellezza della tua esistenza, se ciò non accadrà, un semplice, insignificante essere umano resterai.
Sono uno spirito fiore ripiantato in una nuova giara di carne e ossa.
Già fin d’allora i sentimenti erano quelli che dovevano restare per sempre: l’incertezza del proprio valore, un continuo oscillare fra l’autostima e lo scoraggiamento, fra un idealismo al di sopra delle cose del mondo e un naturale appetito dei sensi, e come allora, anche cento volte più tardi ho visto quei tratti della mia natura talvolta come una spregevole malattia, talatra come segno di merito.
Siamo troppo innamorati delle parole e troppo poco dei pensieri… ma noi siamo pensieri, prima ancora di essere parole e non sempre ciò che abbiamo dentro riesce ad emergere, quasi il pensiero abbia pudore a mostrarsi, quasi tema di affacciarsi ad un mondo sconosciuto; è per questo che noi siamo soprattutto profondità e non apparenza.
La mediocrità non avrà mai ruolo nella nobiltà di un’anima.
Rafforzare la mente, coltivare lo spirito, accrescere la fede: quindi curare il corpo. Proviamoci.