Gigliola Perin – Anima
Lenta, vibra, mentre respira per poter sfiorare l’aria. La voce che sento è la sua, la tua oppure la mia. È un’anima che bisbiglia al vento il suo lamento racchiuso in un ricordo senza tempo.
Lenta, vibra, mentre respira per poter sfiorare l’aria. La voce che sento è la sua, la tua oppure la mia. È un’anima che bisbiglia al vento il suo lamento racchiuso in un ricordo senza tempo.
Necessità, appartenenza, sapere, desiderare. So che guarderò i tuoi occhi, mi scruteranno l’anima, so che assaporerò le tue labbra ancora, sentirò la tua bocca sul mio corpo creare nuovi colori. Ricercherò il tuo piacere per soddisfare il mio desiderio. So che ti riavrò. Ti cercherò negli occhi della gente, sentirò il tuo profumo nella mia pelle. Sì, ti cercherò e quando la mia anima riconoscerà la tua, avrò trovato la metà del mio cuore che era stata donata a te quando ancora non esistevo.
Nei momenti di claustrofobia, quando mi assale la noiosa apatia, mi accorgo di avere un’ombra davanti alla mia.
L’uomo giunto osserva la sua vita, e non vede in essa alcuna cosa che possa ergerlo a colonna, nessuna voce a lodarlo per la sua cruenta battaglia. Mesto sorride a se stesso dicendo: “Chi ha potuto conoscere la tua lunga e sanguinosa lotta per la vita. Chi ha visto, ha solo guardato il lato esterno del tuo occhio e non le buie visioni della tua anima, pertanto non chiedere onori e glorie per esser giunto. Oggi la più grande festa non è tra gli uomini della terra ma tra quelli del cielo, che vivono attraverso il tuo sorriso, raro uomo che oggi vedi la vita davvero”.
Tu hai lo sguardo di chi la sofferenza ha divorato tutto dentro di te.
Fortunatamente durante la notte dell’angoscia compaiono Fantasia e Immaginazione, i miei angeli, come fari eretti nel grande mare della vita; se rinunciassi a loro, perderei la mia anima.
Il tuo sguardo, quando mi specchio in lui, mi abbandono nella profondità della tua anima.