Gigliola Perin – Anima
Io succhio la tua anima e lascio morire la mia per dar parole alla tua.
Io succhio la tua anima e lascio morire la mia per dar parole alla tua.
Ti sei quasi strappato l’anima dal petto per toglierti da dentro qualcuno che ti aveva…
Mi piace adornare l’anima di sogni.
La gente non sa che a volte il cuore ha una morte lenta. Vecchia malattia…
Fammi solcare le tue membra, scavarle e visitarle come fossero labirinti di tempera, fammi disegnare i tuoi occhi nel bel mezzo del cammino, scovarne le sfumature di emozione. Fammi riposare nel mio viaggio dipinto e cullare dal battito di cuore, un acquerello di tempo.
Io lo so che esistono dei legami che vanno al di là del contatto fisico. Ci sono, hanno delle strade “invisibili” e arrivano sino all’anima. Strade fatte di comprensione, ascolto, appartenenza, empatia. Ci sono e riempiono il vuoto che in altri rapporti creerebbe la “non vicinanza”. Ci sono, sono rari, ed è bellissimo viverli appieno perché ti riempiono l’anima.
L’unica cosa che la mia anima chiede è di essere libera, libera di esprimere quello che sente, quello che c’è dentro di lei. Vuole uscire, volare, si sente imprigionata nei pensieri, quei pensieri che gli fanno mancare il respiro. La mia anima vuole volare, volare verso il alto, vuole essere libera, mi chiede solo di scrivere quello che lei prova, quello che lei sente in ogni momento, perché lei sente il mio cuore battere sempre più forte, e sente che sono viva e con tanta voglia di vivere ogni momento.