Gigliola Perin – Anima
Io succhio la tua anima e lascio morire la mia per dar parole alla tua.
Io succhio la tua anima e lascio morire la mia per dar parole alla tua.
La melodia è il linguaggio del cuore. Vibrazioni di un’anima bella come te.
Occhi sognati e desiderati. Li rivedo nascosti da occhiali scuri, li sento toccare la mia pelle. Ricordo quello sguardo inaspettato, i battiti del cuore impazziti mentre mi perdevo in te. Occhi, i tuoi occhi, come può il loro ricordo bruciare il mio corpo, come posso sentirli ancora in me quando tu non ci sei. È questa la potenza che ha il tuo amore, essere dentro ogni emozione.
Quando le carni si sfiorano, le anime ci hanno già fatto l’amore.
L’anima che t’ama è consolazione! Anche se il mondo perderebbe il suo assetto, si sfilacciasse…
Ho un sogno ed è fuggire via da qui e da me.
Già fin d’allora i sentimenti erano quelli che dovevano restare per sempre: l’incertezza del proprio valore, un continuo oscillare fra l’autostima e lo scoraggiamento, fra un idealismo al di sopra delle cose del mondo e un naturale appetito dei sensi, e come allora, anche cento volte più tardi ho visto quei tratti della mia natura talvolta come una spregevole malattia, talatra come segno di merito.