Gigliola Perin – Stati d’Animo
Mi sento un mendicante che non chiede denari, ma elemosina amore.
Mi sento un mendicante che non chiede denari, ma elemosina amore.
Ho la sensazione accresciuta di sentirmi una persona pericolosamente sana in un manicomio.
Dire “eccomi” quando fuori c’è l’arcobaleno è un conto. Dire “sono qui” anche se c’è un temporale è tutt’altra cosa. Smettiamola con le promesse facili, la gente come me ha smesso di dare credibilità alle chiacchiere.
Mi ha resa migliore ma lui non lo saprà mai.
L’uomo a cui è dato da soffrir più degli altri, è degno di soffrire più degli altri.
Io sono come le falene. Autodistruttiva. Stupida. Le falene sanno benissimo che la luce a cui si avvicinano le brucerà. Ma la luce è così bella, calda, invitante. Una maledetta, la luce. Una sciocca, la falena. Ingenua, forse. Crede che la luce che ha bruciato i suoi simili sarà più clemente con lei. Ma perché dovrebbe? È sempre la stessa luce. La ucciderà, senza neanche farlo apposta. E forse accadrà tutto così in fretta che la falena non si renderà nemmeno conto di stare morendo. Morirà e basta, in un attimo. Avendo vissuto nell’illusione di quella luce, fino alla fine.
Ti cerco fuori di me ma non ci sei, ti sento dentro di me.