Gigliola Perin – Stati d’Animo
Ero un pentagramma bianco, con note che stonavano.
Ero un pentagramma bianco, con note che stonavano.
Non è sempre una lama che può farti sanguinare, la fragilità può graffiarti il viso quando posi la tua maschera che usi per nasconderti da te stesso.
Quelle famose frasi che tieni sempre nel cassetto e che ti escono fuori solo quando sei sul punto di addormentarti; e la voglia di tornare davanti ad un computer, ad un quaderno per poterle appuntare e ricordare.
Ritrovare se stessi è come sentirsi nuovamente in pace con il mondo.
Troppo spesso osservando le persone mi rendo conto che vivono di parole e convinzioni dettati dalla massa. Ben vengano quelli come me che vivono solo di parole legate ai fatti e di convinzioni dettate dalla realtà che i miei occhi vedono.
C’è il concentrato di frutta, di pomodoro, io voglio un concentrato di emozioni!
Non la voglio un’altra vita e neanche una vita diversa da quella che ho. Ho imparato tutto a mie spese, pagando il prezzo delle mie scelte, non mi porto dietro dei rimpianti. Voglio soltanto tanta forza per affrontare tutto, quella che ho sempre avuto e che spero non mi lasci mai.