Giorgio De Luca – Sogno
Il treno era ancora lontano quando l’alba aprì la porta ai sogni.
Il treno era ancora lontano quando l’alba aprì la porta ai sogni.
Sognai una dimensione immateriale ove vedevo ciò che la realtà non poteva riprendersi tra le braccia. Sognai. E sorrisi. I dispiaceri parevano piccole e insignificanti immagini sfocate. Potevo ingannarli. Per poco, già! Ma per poco avevo una libertà immensa.
Sarebbe del tutto legittimo se il sognatore cronico avesse un diritto di prelazione sulla felicità.
Il cuore è il custode silente dei sogni taciuti, pensati, sfiorati… e a volte, vissuti!
Quanta presunzione nelle parole di molti venditori di fumo…
Se per vivere non avessi bisogno di bere e mangiare sarei veramente un uomo libero, libero di viaggiare in tutta la terra senza la necessità del denaro l’unica cosa di cui avrei bisogno sarebbe solo una bella compagnia, un bel cane andrebbe bene.
I sogni sono per tutti… la realtà è per pochi. Si vive sognando. Non si sogna di vivere…