Giorgio Manfrin – Religione
Perdonami o Signorenon per quello che ho fattoma per quello che non ho fatto.
Perdonami o Signorenon per quello che ho fattoma per quello che non ho fatto.
“Bisogna amare Dio perché ci dà la vita!” Sì, però poi ce la toglie. Allora come la mettiamo?
I grandi culti di massa sono e sono sempre stati il problema, mai la soluzione. È doveroso e sano che ciascuno abbia una propria spiritualità, una fede che lo sostenga nel crudo realismo della propria (in)coscienza. Ma quando, come forza risultante da un pensiero comune dal mero punto di vista socio-pedagogico, essa diventa la scusa sufficiente per l’adempiersi d’inenarrabili misfatti (ben noti alla storia) da parte di associazioni a delinquere (che si è soliti chiamare ancora sentimentalmente religioni) nel beneplacito romantico dell’infantile capriccio secondo cui “il mio Dio è migliore del tuo” e “il mio Dio afferma che così è giusto”, la fede stessa assurge al ruolo del più grande male dell’uomo, della più virulenta malattia dell’intelligenza, del progresso e della solidarietà.
Ci sono atei di un’asprezza froce che tutto sommato si interessano di Dio molto più di certi credenti frivoli e leggeri.
Se il miscredente e peccatore manifesta con sincerità il suo amore, Dio è pronto al perdono.
La teologia è il tentativo di spiegare l’inconoscibile nei termini di ciò che non vale la pena conoscere.
Anche l’uomo più potente ed importante è nullo dinnanzi al Divino.