Giorgio Panucci – Frasi d’Amore
Un lungo sonno cullato da dolce voce, la tua… mi dicevi che c’eri… da qualche parte… poi il risveglio: aprii gli occhi, incontrai i tuoi.
Un lungo sonno cullato da dolce voce, la tua… mi dicevi che c’eri… da qualche parte… poi il risveglio: aprii gli occhi, incontrai i tuoi.
Amor mio,è bellissimo svegliarmi all’alba,e vedere come i primi raggi di sole,filtrano dalla nostra finestrailluminando il tuo dolce viso,intiepidendo le tue labbra da baciare.
Le fini sono sempre colme di tristezza, se non per chi parte certo per chi…
E così guardo le tue foto e tremo, i brividi mi percorrono il corpo, tu sei così perfetta!… nessuno lo sa, tutti si sono dimenticati. Forse ho fatto finta di farmi piacere qualche ragazzo ma nella mia mente ci sei sempre e solo tu. Francesca, tu mi riempi anche se non lo sai.
Se mi vuoi, cercami… Ma non è detto che io sia ancora lì ad aspettare te…
Vorrei sfogliarti come i petali di un fiore, per poi toglierti le spine che hai nel cuore.
È questo l’amore? È così? Le cose che vanno a posto da sole. Per incanto. Un puzzle di un miliardo di tessere che un attimo prima è un mucchio enorme di pezzi di cartone grigi da una parte e colorati dall’altra, una promessa impossibile da mantenere di forme e di colori. E un attimo dopo un castello incantato in una foresta, o una barriera corallina piena di pesci di tutte le forme e di tutti i colori. E ti chiedi come mai non l’hai mai visto prima, che i pezzi si incastravano così bene. Come hai fatto a non vedere in quel mucchio di pezzi il puzzle finito. E non è costato fatica. Ma allora perché succede così di rado? E allora anche toccarsi, baciarsi diventano la cosa più semplice e naturale del mondo. Sembra quasi che le mani sappiano da sole dove andare. Le tue e le sue. Non c’è bisogno di guidarle. Allora è così essere innamorati. È il mondo che gira in perfetta armonia con te. È essere seduto al bar con il sole che ti scalda ma non troppo, e vedere che tutto, tutto, ma proprio tutto, le persone nella piazza, le nuvole nel cielo, gli sbuffi di vento, i colombi che becchettano, le formiche che trasportano le briciole sono al posto giusto. Che anche quella pietruzza incastrata tra un cubetto di porfido e l’altro deve essere proprio lì e non in un altro posto. È così semplice. E così difficile.