Giovan Francesco Gonzaga – Arte
Io sono un pittore, un pittore di figure e non voglio cambiare. La mia pittura è di grandi storie, di grande fantasia e di grande lavoro: questa è la mia storia e questa è la mia strada.
Io sono un pittore, un pittore di figure e non voglio cambiare. La mia pittura è di grandi storie, di grande fantasia e di grande lavoro: questa è la mia storia e questa è la mia strada.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
È strarisaputo che il discorso non appartiene all’essere parlante.
Nel paesaggio dell’anima e nelle geometrie del pensiero un’unità piccola e residuale vibra di vita autentica: è un’opera d’arte.
Se veramente il sole vuole la bellezza e l’arte ammirare tre regole deve considerare:- la putrefazione non è il miglior modo di inseminazione;- un sacco e una sporta al giorno leva l’artista di torno;- fare troppo il consumè si impara presto il fai da te.
Il talento da solo vale poco. Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo…
L’arte è la materia dei sogni.