Giovanni Di Blasi – Frasi Sagge
Siamo parti di un puzzle da risolvere, sparsi per il mondo, in attesa di trovare l’incastro perfetto.
Siamo parti di un puzzle da risolvere, sparsi per il mondo, in attesa di trovare l’incastro perfetto.
Non sono meno ipocrita degli ipocriti che detesto. E per questo mi piaccio, perché io lo ammetto.
Finché vedrai la linea di arrivo, come la vittoria sugli altri, non vincerai mai, anche se tu arrivi prima degli altri.Vince davvero chi ha il coraggio di arrivare ultimo ma senza aver impedito ad altri di proseguire liberamente verso la vittoria. Chi prima e chi dopo, il traguardo lo vinciamo tutti.
La calma è la virtù di chi non è coinvolto.
Gente che sostiene che Dio non possa esistere. Perché sarebbe un Dio troppo crudele. Il vero Dio – sostengono – è l’Uomo. E, vista la vostra teoria, quale sarebbe la differenza?
Colui che si rammarica della natura del mondo non sa dunque che cosa fa, e fino a dove giunga la sua audacia. È che ignora il seguito regolare delle cose dalle prime alle seconde, poi alle terze, e così di seguito fino alle ultime: non bisogna perciò insultare degli esseri poiché sono inferiori ai primi; bisogna accettare con serenità la natura di tutti gli esseri.
Perchè la vera Energia dell’Amore possa permeare la tua anima, deve trovarla come se fosse appena nata. Per quale motivo gli uomini sono infelici? Perchè vogliono imprigionare questa energia – e ciò è impossibile. Dimenticare la propria storia personale vuol dire mantenere questo canale pulito, lasciare che quell’energia si manifesti ogni giorno come desidera: significa accettare di essere guidati da essa…. e dopo un po’ di tempo, all disperazione, alla paura, alla solitudine, e a un tentativo di controllare l’incontrollabile. Secondo la tradizione della steppa, il cui nome è “Tengri”, per vivere pienamente bisogna essere in continuo movimento: solo così ogni giorno può essere diverso dall’altro. Passando per le città, i nomadi pensavano “Sono davveo poveri quelli che vivono qui: per loro è tutto uguale” Probabilmente i “cittadini” guardavano i nomadi e pensavano “Povera gente, non riesce ad a avere un posto dove vivere. “I nomadi non avevano passato, ma soltanto presente, perciò erano sempre felici – fino a quando i governanti comunisti gli intimarono di smettere di viaggiare e li obbligarono a stare in fattorie collettive. Da allora, a poco a poco a poco cominciarono a credere a quella storia che si reputava fosse la storia giusta. Oggi hanno perso tutta la loro forza.