Giovanni Melucci – Speranza
In questa vita non ci si può sempre lamentare come persone che non hanno speranza.
In questa vita non ci si può sempre lamentare come persone che non hanno speranza.
Un giorno mentre m’accingevo a guardare l’infinito tra i viali della vita, scorsi un suono. Una voce in lontananza chiamava il mio nome. Domandandomi curiosa: perché ti ostini a percorre strade tortuose e impervi che nessuno oserebbe percorre mai? Perché sei così dannatamente caparbia nell’inseguire quella vana speranza che nessun folle oserebbe neppure pronunciare? “Io”, mutevole ma coerente con indosso il coraggio, corazzata di voglia di vivere con la perseveranza tra i mantelli dell’anima risposi: poiché è la speranza che mi tiene in vita, poiché io credo in me, più di quanto creda nell’abbandonare, poiché le motivazioni sono più delle rinunce, poiché amo la vita, amo i miei figli, non conosco altro modo per arrivare in cima, se non quello di aggrapparmi alla speranza, quella speranza che si chiama domani. Domani, il senso di ciò che viviamo oggi.
Giusto tenere viva la speranza ma nel frattempo cerca di sorridere abbastanza.
Anche dopo la notte più lunga risorge il sole e se il buio dovesse persistere, accendi la luce dentro di te, la fiamma della speranza di rivedere l’alba.
Ricamava tele di sogni con fili di stelle e aurore boreali. Le piacevano i colori, la facevano sentire allegra. E le piacevano le stelle. Soprattutto quando le guardava venir giù e doveva esprimere un desiderio, che poi non gli si erano mai avverati, ma lei ci sperava tanto. Doveva pur credere in qualcosa!
C’è rimasta solo la speranza e se si perde stamm’appost!
C’è sempre una goccia di speranza all’interno di una lacrima.