Giovanni Montagner – Successo
Siamo tutti direttori della nostra orchestra.L’applauso e l’inchino è sempre e comunque peri grandi suonatori che hanno accompagnato ilnostro spettacolo.
Siamo tutti direttori della nostra orchestra.L’applauso e l’inchino è sempre e comunque peri grandi suonatori che hanno accompagnato ilnostro spettacolo.
Quello dello scrittore è sempre stato un lavoro difficile: non c’è uno stipendio assicurato e se non vendi, non guadagni. Si devono fare tanti sbattimenti, combattere contro la sfortuna, contro la tristezza e l’angoscia provocate dall’indifferenza e dall’invidia della gente (o della stampa), sopportare le aspre critiche, rivolte più contro la persona che contro le opere, le accuse di presunzione per qualsiasi cosa tu dica o faccia. Allo stesso tempo, ti rinfacceranno, alla prima e in varie occasioni, di essere uno scrittore. Bisogna essere consapevoli, inoltre, che uno scrittore solitario, per quanto bravo, andrà avanti molto più lentamente e difficilmente rispetto a uno scrittore con tanti amici e conoscenti, anche se mediocre o scarso. Avrà una strada molto più lunga da percorrere. Questa è la dura realtà dello scrittore. Bisogna essere altrettanto duri e determinati per affrontare queste difficoltà. Non ci sono soltanto elogi, momenti di gloria e premi letterari. Tenetelo presente. Tuttavia, proprio per questo, è tremendamente affascinante!
Essere vincenti significa continuare a lottare ed inseguire i nostri sogni, nonostante il destino sembra andarci contro chiudendoci le porte della speranza.
Il successo non è uno dei nomi di Dio.
Non competo perché la competizione fa parte di chi è insicuro. E io sono sicura di quello che merito.
Se dici alla gente dove andare, ma non gli dici come, sarai stupito da cosa succede.
La memoria è necessaria per tutte le operazioni della ragione.