Giuditta Cattaneo – Amico
Tanti i “ti voglio bene” quanti i vaffanculo. Tanti gli abbracci quanti gli schiaffi. Un solo specchio per noi due, dove il riflesso tende a scambiare la nostra immagine, l’una nell’altro.
Tanti i “ti voglio bene” quanti i vaffanculo. Tanti gli abbracci quanti gli schiaffi. Un solo specchio per noi due, dove il riflesso tende a scambiare la nostra immagine, l’una nell’altro.
L’amico non è quello che ti porta fuori a divertirti, ma quello che ti riempie i vuoti. Quello che si fa carico dei tuoi momenti no e ti resta in silenzio vicino. L’amico vero vuole che l’amico stia bene, ed è sempre presente, è disponibile, per non farti andare da chi non ti conosce e non ti comprende. Questo è l’amico vero.Se tu non hai questo come concetto di amicizia, allora non ritenerti amico di nessuno, se non lo condividi questo pensiero non sei e mai sarai amico di nessuno, nemmeno di te stesso.
Non si accorse di ciò che stava avendo, non si accorse che tutto era gratuito, non si accorse che gli veniva dato senza secondi fini, non si accorse che nessuno chiedeva gli osanna, non si accorse che esisteva anche l’altro. Quando intuì ciò che aveva avuto, fu tardi: l’altro era già andato via.
Uno degli errori più grossi che possiamo commettere lungo il nostro cammino?Incrociare un amico e non riconoscerlo!
Quando qualcuno mi confida i propri segreti può star certo che sono al sicuro, mai…
Inganna l’amico che ti dice che sei sempre perfetto.
Sarà che io do un certo valore all’amicizia, sarà che non sopporto la cattiveria del falso, sarà che preferisco restare da sola piuttosto che in compagnia dell’ipocrisia, sarà che la parola amico ha un significato consistente per me, ma non sopporto quelli che con ipocrisia fingono di volerti bene, accarezzandoti con la mano destra mentre con la sinistra ti stanno pugnalando. Non sopporto quelli che alla fine di un’amicizia “sparlano” sperando di colpirti nell’animo e quello che sopporto ancora meno, è lo stupore di cui si vestono quando decidi di andartene, pur sapendo che era inevitabile dopo tanto sangue. E magari hanno anche il coraggio di chiamarti “amico mio”.