Giulia Carcasi – Libri
Io penso che quando si perde qualcosa non ci si è badato abbastanza, perché se ci tieni veramente ci stai attento, te la leghi stretta.
Io penso che quando si perde qualcosa non ci si è badato abbastanza, perché se ci tieni veramente ci stai attento, te la leghi stretta.
Quel dono, quella dote, se non proprio scomparsa, erano in sospeso e immobili dentro di me.
La censura è una buona cosa, poiché in tal modo ad ogni libro è garantito almeno un lettore attento.
Il dolore però non è passato. Era sempre lì, e mi tirava dentro, pretendeva di essere sentito.
Parlano le cose nella solitudine della notte, ci si può rispecchiare nell’essenza della loro materia, hanno un’anima, fanno compagnia, irradiano luce, sono benevole e prolifiche di pensieri: se c’é stato un passato, ci sarà forse un futuro e poi che importa? Il futuro dico. (da “Le farfalle”)
In un remoto recesso della palude,canta un uccello timido, nascosto.Il tordo, solitario,l’eremita rinchiuso in te stesso, che fugge i villaggi, canta a se stesso un canto.Canto della gola sanguinante,canto di vita sgorgato dalla morte (perché, caro fratello, io so bene che se ti fosse impedito di cantare, certamente tu ne moriresti).
La Vergine possiede il potere dell’uomo e della donna. È condannata alla solitudine, ma la solitudine rivela molti segreti. Essa è il prezzo che deve pagare la Vergine: non aver bisogno di nessuno, consumarsi nel proprio amore per tutti e, attraverso la solitudine, scoprire la sapienza del mondo.