Giulia Torrentone – Vita
Grazie ma, non sono gentile, sono “differente”!
Grazie ma, non sono gentile, sono “differente”!
Rimanere in grembo abbracciati a se stessi; la placenta che protegge, aderendo più di ogni altra pelle, il liquido amniotico che culla e il cordone ombelicale che alimenta senza nulla pretendere. Fluttuare nel muto ventre mentre il cuoricino, gli occhietti, le manine e i piedini si conoscono e le orecchie ne accompagnano la parola. Sommersi nel bene più bene che ci sia. La vita così com’è. Senza se e senza ma.
Quando si cade bisogna rialzarsi, questa è la vita. Poi arriva quel giorno in cui non ce la fai, le gambe non reggono, gli addominali non cooperano. E allora rimani lì, seduto, privo di forze, fragile e mentre guardi tutto dal basso capisci che a volte è importante proprio questo, rimanere fermi, comprendere la propria fragilità e accettarla. Perché a volte questo è l’unico modo per poter ricominciare.
Dio dammi un po di stupidaggine perché in questo mondo di stupidi, sono troppo serio.
Si fa prima a essere eroi che santi.
Ci sono cose finite. Ci sono cose che lasciano tracce.A volte le tracce siamo noi.
Mettere a fuoco i nostri obiettivi, è il primo passo per trasformare l’impossibile in possibile!