Giulio Federico – Stati d’Animo
Per non sentirsi male bisognerebbe non sentire.
Per non sentirsi male bisognerebbe non sentire.
Seduto all’ombra di un albero, un filo d’erba che unisce le mie labbra, contemplo le meraviglie della natura. I suoi profumi, la varietà dei colori, la bellezza della vita ch’è in essa. Mi lascio trasportare e un pensiero mi invade la mente, quale essere vivente può beneficiare di questo dono, riuscendo a carpirne il significato, in teoria solo l’Uomo.
Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.
Sapete che c’è? Che vorrei per una volta lo stesso trattamento che do. Ho quella sensibilità di capire quando una persona ha bisogno di una mano, senza che dica o voglia dire qualcosa. Ecco, io non sono una che chiede, mai. Ma ci fosse una volta anche per me che, senza dir nulla, mi vedo porgere una mano a caso.
Nell’immobilità del silenzio avverti l’abbraccio dell’assenza.
Il cervello di un razzista è più buio di una barca di contrabbandieri.
Certo, anche io mi pongo delle domande, ma sono così antipatico che mi rispondo con sufficienza.