Giulio Laurenti – Libri
17 anni anagrafici, 22 sui documenti, 30 nell’anima e 12 nelle fantasie di potenza. Questo il guaio.
17 anni anagrafici, 22 sui documenti, 30 nell’anima e 12 nelle fantasie di potenza. Questo il guaio.
Le dieci bugie più ricorrenti che vi raccontano al liceo:1. Nella vostra vita da adulti l’Algebra vi tornerà utile.2. Venire a scuola in auto è un privilegio di cui si può fare a meno.3. Durante il pranzo gli studenti devono restare dentro il campus.4. i nuovi libri di testo arriveranno da un giorno all’altro.5. Alle università non interessa solo il vostro punteggio al test attitudinale.6. Stiamo introducendo regole di abbigliamento più severe.7. Stiamo cercando un modo per togliere presto i riscaldamenti.8. Gli autisti dei nostri pulmini hanno avuto un’ottima formazione professionale.9. Non c’è niente di male nel fare la scuola estiva.10. Vogliamo ascoltare ciò che avete da dire.
Le parole ci tradiscono, non riescono mai a trasmettere assolutamente quello che vogliamo dire. Ma anche noi le tradiamo, dovremmo riuscire a dire quello che dobbiamo dire.
La devi capire, è una ragazzina e le manchi. E tu sai, o forse non sai, quanto cavolo le davi, cos’eri per lei, quanto la facevi ridere, quanto la facevi felice.E noi possiamo dircelo. Quanto l’amavi…
L’esasperazione, la stanchezza, il male di vivere, spesso, portano a vedere negli altri, in coloro che ci stanno vicini, la causa di tutte le nostre difficoltà, dei nostri mali. È la via più facile, anche se non indolore, per sfuggire alla verità, alle umane, umanissime paure.Diventiamo ciechi nei confronti delle responsabilità e non ci accorgiamo che la vita è come ce la siamo costruita noi.Che cosa porta l’uomo a cercare fuori di se l’essenza della vita? Perchè è pronto a disperarsi nella solitudine o, peggio, tra le falsità, le meschinità, l’ipocrisia di uomini senza scrupoli, senza ideali. Assetati di fama e di potere?Perchè non sa riconoscere la propria potenzialità, la grandezza del suo essere, con i suoi limiti, le sue capacità? Perchè non crede in sè al di là di come gli altri lo giudicano, di come lui si giudica?Finche l’uomo non si accetta e non inizia un dialogo con se stesso, non troverà mai la serenità a cui anela, la pace interiore, la capacità di affrontare le tempeste della vita.(da “Alle porte della vita”)
“Perché non mi fai compagnia oggi?” chiese lui, con un sorriso.[…] “Così è diverso”, riuscii infine a sibilare.”Bè…”. Fece una pausa, e poi riprese di slancio a parlare.”Ho pensato che se proprio devo andare all’inferno, tanto vale andarci in grande stile”.[…]” Credo che i tuoi amici siano arrabbiati con me perché ti ho rapita.””Sopravviveranno”.[…] “Non è detto che ti restituisca, però”, disse lui, con una luce maliziosa negli occhi.[…] “… a cosa devo tutto questo?””Te l’ho detto, sono stanco di sforzarmi di starti lontano. Perciò, ci rinuncio.””Rinunci?”, ripetei io, confusa.”Si, rinuncio a sforzarmi di fare il bravo. D’ora in poi farò solo ciò che mi va e mi prenderò quel che viene.” Il sorriso svanì e nella sua voce c’era una punta di durezza.”Mi sono persa un’altra volta.”Riecco il sorriso sghembo mozzafiato.
La biblioteca è testimonianza della verità e dell’errore.