Giuseppe Acciaro – Arte
I personaggi di Sergio Bonelli sono nati sulla carta per poi vivere ramificate, diversificate e condivise esistenze in milioni di menti.
I personaggi di Sergio Bonelli sono nati sulla carta per poi vivere ramificate, diversificate e condivise esistenze in milioni di menti.
Non mi piace la gente che parla della bellezza. Cosa è la bellezza? Uno ne potrebbe discutere come problema nella pittura.
L’artista è figlio del suo tempo, ma guai a lui se ne è anche il discepolo o peggio ancora il favorito.
L’arte non imita, interpreta.
Sto lottando con un quadro cominciato alcuni giorni prima della mia ricaduta, un falciatore, lo studio è giallo, terribilmente impastato, ma lo spunto era bello e semplice. E allora ho visto in questo falciatore – vaga figura che lotta come un demonio sotto il sole per venire a capo del suo lavoro – ci ho visto l’immagine della morte, nel senso che l’umanità sarebbe il grano che si falcia. È quindi, volendo, l’antitesi di quel seminatore che avevo tracciato prima. Ma in questa morte nulla di triste, tutto succede in piena luce con un sole che inonda tutto di una luce d’oro fino.
La gente, generalmente, non riesce a vedere la bellezza nella verità, l’uomo ordinario se ne allontana rendendosi cieco alla bellezza che vi è insita. La vera arte sorgerà ogni qualvolta gli uomini cominceranno a vedere la bellezza della verità.
La critica è più sicura della lode.