Giuseppe Benedetto Cottolengo – Lavoro
I poveri sono i nostri padroni e bisogna trattarli come tali, altrimenti ci licenziano.
I poveri sono i nostri padroni e bisogna trattarli come tali, altrimenti ci licenziano.
A volte si lavora anche per gli interessi altrui.
Mi piace sempre pensare al pubblico quando dirigo, perché io sono il pubblico.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso e pubblica il falso.
Svenire dalla stanchezza ogni tanto fa parte dei miei compiti notturni.
La concorrenza è la vita del commercio e la morte del commerciante.
Oggi in Italia come in Romania ti offrono tre o quattro euro all’ora comprese ferie, tredicesima, permessi, straordinari e in più il ricatto morale del ventunesimo secolo: “Se rompi i coglioni c’è gente che ha più fame di te!”. Spero tanto che arrivi presto il giorno in cui la gente capirà la differenza che c’è tra la fame “di pane” e la fame “di giustizia”