Giuseppe Catalfamo – Dillo in quattro parole
Poesia? E… sia Poe.
Poesia? E… sia Poe.
La vita umana è una forma molto complessa.Destinata a “sciogliersi” come i migliori complessi.
Tre anni alla fine della legislatura. Tre anni “decisivi” per portare a termine la “rivoluzione liberale” che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e persino la vittoria su una malattia come il cancro. Silvio Berlusconi, dal palco di piazza San Giovanni.N.d.R.Queste parole han fatto capire che non solo in amore ed in guerra tutto può esser lecito.Anche in politica quando non si hanno argomentazioni, quando la credibilità può esser equiparata a quella di Babbo Natale, quando il politico ha perso anche l’ultimo ‘asino express’ della dignità, ecco far breccia l’ultimo insulto infame vomitato sulle canottiere dei lavoratori, sui seni delle madri che allattano, sugli occhi velati di tristezza di anziani che credono come bimbi.La vittoria sul cancro nei prossimi tre anni?Maledetto infame senza un briciolo d’onore, non è una partita del Milan, non promettere cose che non puoi promettere, che non conosci neanche giocando sulla pelle e sulla dignità di chi soffre… non puoi pezzo di stronzo, questo schifo se il destino avesse un disegno dovrebbe colorare i tuoi organi, la mente fuxia lo è già.Giuseppe Catalfamo.Genova.
Nella diatriba nata per la costruzione d’una Moschea vicino a Ground Zero, Obama concesse subito il suo ok.Ad una prima analisi parve potesse esser remunerativo a livello immagine e potenziali voti.Dopo una decina di giorni il dietro front.Da sondaggio commissionato s’è capito che la massa dell’opinione pubblica ritiene il “gesto” non rispettoso per le vittime.D’altronde, come si evince dall’iniziale del nome, Obama deve cercare di star “comodo” in tutte le posizioni.Come l’O.B.
Tutto sembra troppo silenzioso.
L’invidia rende schiavi!
Vorrei provare a rinascere.