Giuseppe Catalfamo – Frasi d’Amore
La forma più bieca e losca dell’egoismoè quella che tutti, con benevola ambiguitàchiamano amore.
La forma più bieca e losca dell’egoismoè quella che tutti, con benevola ambiguitàchiamano amore.
Quando assapori il gusto dell’amore, è difficile dimenticarne il suo unico sapore… ne senti il…
Poteva inventarsi mille cose da fare, mettersi sui libri e ripetere, andare a correre, prendere un caffè con gli amici. Eppure la testa, la mente, il pensiero, andavano a lui. “Questa cosa piacerebbe anche a lui” “Due zollette, come piace a lui”. Era il pensiero primo tra mille altri pensieri secondari, era la canzone romantica che finalmente aveva un senso. Lui, la sua dolcezza e quella voce ormai erano singole molecole d’ossigeno, senza le quali non poteva più respirare. Era diventato “amore”, e lei di questa cosa iniziava a farsene una ragione.
Ho imparato che quando si realizza mentalmente il bisogno che qualcuno possa prendersi cura di noi, si stipula un patto con la debolezza, con l’umana voglia di lasciarsi andare, ciò può essere letale. Più che qualcuno mi curi, avrei voglia di incontrare qualcuno con le mie stesse ferite, così da leccarcele a vicenda, così da assaporarci nei vissuti, nel dolore, così da capirci con intesa e complicità, un solo sguardo, tanto da non doversi dolere o vergognare degli scempi inscritti nella memoria fino a rendere nudi i ricordi e mostrarli nella loro deformità e di modo che ciascuno dei due, reduce alla stessa maniera, possa non farsi beffa dell’altro.
Ti fai odiare e me ne vado via da te. Ma nonostante tutto sarai sempre…
Puoi anche non chiamarlo amore se vuoi, se la parola ti sembra troppo grossa o troppo piccola per mettere fine o dare inizio a tutte quelle resistenze che attanagliano i corpi. Ma sai l’amore va oltre i corpi. È un segreto antico nell’anima che si svela d’improvviso attraverso un incontro, non perfetto ma assolutamente insostituibile. E così se anche non avessi creduto nell’amore, avrei creduto in te.
Di tutti i nostri giochi, questo è il solo che rischi di sconvolgere l’anima, il solo altresì nel quale chi vi partecipa deve abbandonarsi al delirio dei sensi. Non è necessario per un bevitore abdicare all’uso della ragione, ma l’innamorato che conservi la sua non obbedisce fino in fondo al suo demone.