Giuseppe Catalfamo – Morte
Saper che incontrare la morte è un dogma, mi crea l’alibi d’aspettarla andandole incontro.
Saper che incontrare la morte è un dogma, mi crea l’alibi d’aspettarla andandole incontro.
Amare la natura non è avere un ficus, otto gerani sul poggiolo, una cocorita in gabbia e dar da mangiare ai piccioni.
Diffida di chi, nato a Palermo, fa il tifo per la Juventus… di chi, nato a Treviso, tifa Inter… di chi, nato a San Benedetto del Tronto, tifa il Milan… di chi nato sotto la Lanterna di Genova tifa Sampdoria. Chi tradisce la propria città di tutto è capace.
Odio chi bestemmia.È una mancanza di rispetto alle parole.
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!
Niente vive in eterno se non la morte.
Vorrei mi venisse nascosto il giorno della mia morte, potrei non presentarmi all’appuntamento.