Giuseppe Reali – Frasi d’Amore
Esistono due tipi di ragazze: quelle che ti fanno ridere e quelle che ti fanno sorridere. Sorridere è meglio, è la percezione di un sentimento.
Esistono due tipi di ragazze: quelle che ti fanno ridere e quelle che ti fanno sorridere. Sorridere è meglio, è la percezione di un sentimento.
Il cuore non fa differenze, segue solo il cammino dell’amore.
L’amore spera. Sempre.
Vorrei rapire la tua mente per imparare cose che adesso non riesco a comprendere. Ma, una uguali, ai tuoi occhi sarei ancora interessante?
Parlare d’amore è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.
Triste è la sera, tenue il risveglio della luna lontana a est. I miei pensieri porta a raccolta guardando mille occhi luminosi ed occhieggianti, le stelle della Dea Nut.Sempre lontano, perduto il mio sguardo circondato da mille silenzi ed i suoni della notte rammentano giorni lontani, perduti.Seguendo il percorso già tracciato tante e tante volte, i ricordi riaffiorano tenendomi per mano, la strada risulta più tortuosa, ed il mio piede incespicando nella dura pietra lavica, fa ondeggiare il mio corpo.Appoggiandomi al bastone ritrovo il senso, perché la guida sia più sicura.Traendo il respiro guardo Te, stella lontana, che segui passo passo e segni la mia Via. La una duna, la una pietra, lacerata, segnata dal vento incessante e dal calore del sole, la una pianta di datteri ed un pozzo ove attingere ed estinguere la mia sete inestinguibile, Dove sei?Ti ho inseguita per mille giorni, infiniti minuti, migliaia e migliaia di ore, sempre alla ricerca di Te, ed i miei piedi stanchi dei calzari, non trovano ancora ove riposare.Il mio mantello polveroso di viandante e consunto dal sole caldo e inesorabile sulla mia schiena non è riuscito a piegare la mia mente, né la stanchezza le mie ginocchia che continuano a portare avanti le mie gambe. Ma Tu hai dato la forza al mio corpo che poco sa nutrirsi se non di bacche e frutti della terra. Tanto tempo è passato. Tanto il tempo, scandiva il mio andare alla ricerca di te. Ancora le aride pietre del deserto, la sabbia, segnano la mia Via che porta a te.Ora più desti i sensi ed i ricordi ritrovati, vengo a bussare alla Tua porta. La nella valle, ove scorre il ruscello di limpida acqua, lo stagno ove gracidano le rane e gli ibis posano le lunghe zampe, mentre la stele granitica allunga la sua ombra, tu sei.
In apnea sul fondo del mare, tenuta giù come legata ad un peso, in quelle acque così gelide e pungenti che le mie membra sembravano attraversate da affilate lame di coltelli… Una voce mi diceva: «Lasciati andare, non sentirai più dolore, non sentirai più nulla». Chiusi gli occhi, ma ad un tratto sentii una forza trascinarmi a galla, aprii gli occhi, e, c’eri tu, ed io, tornai a respirare…