Giuseppe Rossi – Sport
Bisogna fare sacrifici per diventare un calciatore, ma bisogna farli anche quando lo si è.
Bisogna fare sacrifici per diventare un calciatore, ma bisogna farli anche quando lo si è.
Siamo stati tutti navigatori notturni sulla prua di Azzurra, issavamo lo “spinnaker” e “cazzavamo la randa” esultando.Alle olimpiadi invernali eravamo nazionali di curling, bocciavamo le “stones” ansimando freneticamente facendo “sweeping”.Oggi siamo sulla “piastra” in posizione “grab start”, beccheggiamo con gambata propulsiva per cantare l’inno al muretto.Nulla però può eguagliare la gioia che provo urlando “goal” per la mia squadra del cuore.
Zidane è stato molto arrogante e l’ho insultato. Afferrai la sua maglietta per qualche secondo, si voltò e parlò con sarcasmo, guardandomi con una orribile arroganza: “Se vuoi la mia maglia, te la do più tardi”. Ho risposto con un insulto, è vero.
Il calcio è così: mentre alcuni esplodono di allegria, altri implodono di tristezza.
Guardando i risultati, posso dire che siamo sullo stesso pianerottolo delle altre!
La bicicletta è un veicolo curioso: il suo passeggero è il suo motore.
Non esistono partite amichevoli, solo partite da vincere. Il fair play è un’invenzione dei Testimoni di Geova.