Giuseppe Terracciano – Arte
Se l’arte è espressione, e la poesia lo svolgersi di una voce; è nell’esecuzione, come in tutto quanto, che c’è chi canta e chi stona.
Se l’arte è espressione, e la poesia lo svolgersi di una voce; è nell’esecuzione, come in tutto quanto, che c’è chi canta e chi stona.
La pittura è un “jeu d’esprit”.
Un soggetto che è bellissimo in se stesso non ha nessuna suggestione per l’artista. Manca d’imperfezione.
Vi sono persone ancora convinte che il comprensibile sia lo scopo dell’arte.
Perché esista arte, perché esista un qualsiasi fare e contemplare artistico, è indispensabile un presupposto fisiologico: l’ebbrezza. L’ebbrezza deve prima aver accresciuto l’eccitabilità dell’intera macchina: altrimenti non si giunge all’arte. Tutte le specie di ebbrezza per quanto diversamente condizionate, possiedono la forza di far ciò: soprattutto l’ebbrezza dell’eccitazione sessuale, la più antica e originaria forma di ebbrezza. Ugualmente l’ebbrezza che sopraggiunge al seguito di tutte le grandi brame, di tutti i forti affetti; l’ebbrezza della festa, della gara, del pezzo di bravura, della vittoria, di ogni commozione estrema; l’ebbrezza della crudeltà; l’ebbrezza della distruzione; l’ebbrezza prodotta da determinati influssi meteorologici, per esempio l’ebbrezza della primavera; oppure dall’influsso dei narcotici; infine l’ebbrezza della volontà, di una volontà sovraccarica e turgida. – l’essenziale dell’ebbrezza è il senso dell’aumento di forza e della pienezza. Da questo si comunicano sentimenti alle cose, le si costringe a prendere da noi, le si violenta – questo processo vien detto idealizzare. Sbarazziamoci qui di un pregiudizio: idealizzare non consiste, come comunemente si crede, nel togliere o eliminare ciò che è piccolo, secondario. Quel che importa è piuttosto spinger fuori, grandiosamente, i tratti principali in modo che gli altri scompaiano.
Quando l’arte prende vita, l’artista le ha donato la sua anima.
L’arte è un simbolo poiché un simbolo è l’uomo.