Gotfried Benn – Sogno
Niente più di una caserma è sogno.
Niente più di una caserma è sogno.
I sogni sono come una collana che si spezza se si logora il filo dell’attesa che li tiene uniti.
Se all’altro capo dell’arcobaleno si celano i nostri sogni allora anche noi siamo il sogno di qualcuno.
Il problema è che mi stanco, mi stanco tanto, ormai. Per questo non ho più nemmeno la forza di immaginarmeli i sogni, figuriamoci viverli. Certo, ogni tanto sento il rimpianto per quella che era una meravigliosa capacità, quella di sognare, che si è poi persa nel tempo. Colpa della vita che, fin troppo spesso, riesce a mandare in frantumi anche il sogno, all’apparenza, più resistente. E sogno dopo sogno, succede che, semplicemente, poi si dura fatica a desiderare anche le cose più elementari. Forse perché poi l’unica cosa che ti rimane da volere davvero è un buon collante per tentare di tenere assieme, meglio che puoi, i cocci della tua esistenza.
I grandi poeti sono rari come i grandi amanti, non bastano le velleità, le furie e i sogni; ci vuole di meglio: i coglioni duri.
Sfuggendo ai propri sogni, si sfugge al disegno di amore che il Padre aveva ideato, si sfugge, quindi, alla vera gioia!
Da piccolo puoi nasconderti dietro un sogno, da grande sei costretta ad affrontare la realtà.