Guido Paolo De Felice – Società
È il servo che crea la servitù, se ciascuno fosse padrone solo di se stesso cambierebbe tutto.
È il servo che crea la servitù, se ciascuno fosse padrone solo di se stesso cambierebbe tutto.
Quando parlo del non capire. Il non capire non è una prerogativa degli scemi, non è il privilegio degli idioti il non capire.È l’abbandono. Essere nell’abbandono non significa essere deficienti, significa non essere, smarrire. Non essere più in casa.Maledette le case, le famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo stato, l’anima, Tutto quanto. Vogliamo farla finita con questa fine!?Facciamola finita con questa fine, perché la fine e il principio son la medesima cosa. Siamo sempre nell’origine, siamo sempre nel senso di colpa… siamo sempre nella parola, non ne usciremmo mai più. Questa non è prosa,non è nemmeno grazie a Dio quella merda detta poesia. Bisogna fare di se dei capolavori. Io ho trovato da molti anni da molti millenni dentro di me il deserto.E quindi sono in un deserto che parla a un altro deserto e non più, al deserto dell’altro.
Mi piace la gente che saluta anche se non è tua amica, mi piace la gente che, anche se si trova in una community, ha il tempo di lasciare un saluto, mi piace la gente che risponde ai saluti, mi piace quando per tutta questa gente, non c’è diversità, che per tutta questa gente tutti siamo uguali, mi piace e sono contenta che non tutti siano senza educazione.
Tutti ogni tanto dovrebbero farsi una lavata di coscienza, però ad alcuni personalmente consiglierei l’acido muriatico.
Si dice che il matrimonio è la tomba dell’amore, lo stato incapace è la tomba della democrazia, la giustizia che non funziona è la tomba del diritto, la religione cieca ed imposta è la tomba della fede, l’ignoranza è la tomba del progresso, in italia i fabbricanti di tombe e bare fanno sicuramente grossi affari.
Puoi dire tutte le parole d’amore che vuoi, ma finché non incontri quelle orecchie nate per ascoltarle sarà fiato regalato al vento dei desideri, dei sogni mozzati, dei pugni chiusi, delle speranze strozzate in gola.
Io penso che ormai ci sia troppa malizia nelle menti per poter cogliere la purezza di un semplice sorriso o la veridicità di un pianto.