Hans Magnus Enzensberger – Società
Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo.
Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo.
Imbroglioni, impostori, truffatori, lestofanti, delinquenti, assassini, omicida, pedofili, stupratori, aguzzini, criminali, malviventi, mascalzoni di ogni genere, insomma tutta la feccia del genere umano supportata da leggi inadeguate trova vita facile nel nostro Paese. Per proteggere il popolo onesto, laborioso e rispettoso delle leggi e del suo prossimo sarebbe opportuno, necessario, indispensabile comminare ai trasgressori delle pene adeguate al reato commesso; senza sconti e privilegi. Desiderio, speranza, illusione, utopia?
La pietà del capitale di fronte agli squilibri economici non è soccorso ma oculatezza di guadagno.
Viviamo strozzati per morire chiedendo aria.
L’umanità più che di amore e di giustizia, cose che non basteranno mai, necessita impellentemente di autocritica.
La peggior epoca storica è quella in cui l’amore può essere acquistato, la passione ipotecata e la felicità un abbaglio sbiadito. L’epoca storica peggiore è quella in cui diventano artisti i mistificatori e i figli benedetti, i brutti divenire belli e gli svenduti parlare alla folla. L’epoca storica peggiore è quella in cui il potere passa agli aguzzini e il popolo non considera la propria schiavitù.
Esiste una borghesia codarda che pretende di appaltare alle Forze dell’Ordine il compito di farsi sputacchiare, pestare e ammazzare per tenere a riparo se stessa. E non vuole, la borghesia, nemmeno pagargli uno stipendio decente.